venerdì 31 ottobre 2008

COLLETTI SPORCHI


In libreria dal 26 novembre

COLLETTI SPORCHI

di
Ferruccio Pinotti
e
Luca Tescaroli

Bur Rizzoli

giovedì 7 agosto 2008

Pedofilia, "Olocausto bianco": la Chiesa, Luca Barbareschi e Rignano. Parla Carlotta Zavattiero

Pornografia online e abusi sui minori: il mondo della pedofilia è sempre più oggetto di inchiesta giudiziaria e giornalistica. Ferruccio Pinotti e Carlotta Zavattiero hanno scritto a quattro mani "Olocausto bianco" (Bur, 12.50 euro) che raccoglie la testimonianza delle vittime, incluso l'attore Luca Barbareschi, e dei pedofili condannati, analizza le carte processuali e i casi di cronaca, con una particolare attenzione alle differenze tra il mondo cattolico e quello protestante. Ne abbiamo discusso insieme alla coautrice Carlotta Zavattiero.

Nel libro descrivete la pedofilia come “la piaga del terzo millennio”, dominata da una lobby potente.
Chi è parte di questo circolo di potere? Piacerebbe a molti individuare un gruppo responsabile di questa “piaga” del terzo millennio: una cerchia ristretta di persone con il potere, sia economico che culturale, di gestire la pedofilia traendone vantaggi, sessuali ed economici. Ma la realtà è diversa. Ecco la ragione per cui abbiamo volutamente utilizzato il termine “piaga”: non esiste classe sociale immune da questo problema. Il pedofilo può essere il pastore come l’insegnante, l’allenatore, l’industriale che viaggia in jet personali o semplicemente il padre di famiglia. Seminari e scuole cattoliche sono in molti casi l’alveo di episodi di pedofilia nascosti, come è successo a Luca Barbareschi e ad altre vittime di abusi che riportano la loro esperienza in “Olocausto bianco”.

Qual è invece la penetrazione della pedofilia negli ambienti di potere, dalla politica all’industria?
Stabilire con precisione il livello di penetrazione della pedofilia negli ambienti che contano potrebbe essere addirittura “impossibile”. In Olocausto bianco (Quinta parte, pedofili in carcere), emerge chiaramente quanto il pedofilo sia il soggetto sociale più disprezzabile e disprezzato, da relegare nell’isolamento infernale di un girone dantesco. Mi spiego meglio: è noto che un certo lassismo sessuale sia abitudinario in certi ambienti altolocati. Orge, festini a base di sesso, droga, eccetera si fanno. Ed è un fatto. E seppure questi ritrovi siano fatti tra persone maggiorenni, restano sempre nell’ombra. Circolano solamente voci. Figuriamoci quando e se in tali ritrovi siano coinvolti dei minorenni, quale sia il livello di precauzioni prese per evitare fughe di notizie che avrebbero ovviamente effetti esplosivi e dirompenti. Casi come quello di Lapo Elkann ne sono un esempio. Il ragazzo cerca ora in tutti i modi di riabilitarsi agli occhi della società e nella sua storia non c’era un coinvolgimento di minori. Lascio intuire cosa potrebbe accadere con la pedofilia.

Per molte associazioni a difesa dei bambini e delle vittime degli abusi l’intervento di Ratzinger in
Australia sulla pedofilia è stato doveroso e apprezzabile, ma non sufficiente. Cosa ne pensi? I tre aggettivi usati sono quelli giusti: l’intervento è stato effettivamente doveroso, apprezzabile, ma non sufficiente. I reati continuano, le vittime aumentano. Azioni conseguenti a buone intenzioni, bei discorsi, non sempre vanno di pari passo. Ma è un comportamento tipico del genere umano, da accettare. È difficile conciliare sempre il bel dire con il bel fare. Può essere quasi una questione di Dna: non si diventa Giovanni Falcone, ci si nasce. Ma si può comunque cercare di cambiare le cose. Ci vuole volontà e non tutti la esercitano.

Danni e risarcimenti: nei paesi protestanti le vittime ricevono ingenti somme, mentre nei paesi
cattolici prevalgono cifre ridicole, accompagnate da un diffuso pentitismo e dal frequente occultamento dei fatti (es. spostamento di parrocchia dei sacerdoti pedofili). Come si giustificano queste differenze? Sono differenze di carattere essenzialmente culturale oltre che storico, che hanno a che vedere con una diversa visione della sessualità. Quella cattolica (religione che conosco meglio perché sono cattolica anche io) è repressa e colpevolizzante: naturale che ne scaturiscano a cascata atteggiamenti ipocriti, negazionisti dell’abuso e della pedofilia. Maggiore è la “laicità” con cui si affrontano le tematiche sessuali e maggiore è la tutela e la difesa dei diritti di una vittima. Ma sarebbe sbagliato generalizzare: ci sono cattolici con una sessualità sana e altri meno e questo vale per tutte le religioni. Perversioni come la pedofilia sono problemi individuali, soggettivi che coinvolgono lo sviluppo della sessualità e affettività, delle relazioni con gli altri. Non sempre questo sviluppo avviene in modo armonico e naturale. Dunque non fare di tutte le erbe un fascio, ma nemmeno dimenticare che in certi contesti culturali e ambientali, il sorgere di devianze sessuali è certamente favorito.

Luca Barbareschi racconta la sua esperienza di abusi subiti e su Rignano Flaminio crede che i bambini non possano essersi inventati tutto. Cosa ne pensi? È una storia piuttosto complessa, confusa, gestita male a livello processuale ed egregiamente a livello mediatico. Con il tempo non si arriva alla chiarezza e la vicenda diventa sempre più intricata. Penso che si resterà sempre in una fase di “dubbiosa sospensione”. A livello epidermico, si tratta dunque di opinione personale, sento che la presenza di certi soggetti diano a tutta la storia un qualcosa di falsato. Non sono in grado di stabilire la veridicità degli abusi; penso che i bambini coinvolti abbiano certamente subito uno stress fortissimo durante le varie fasi della vicenda. In questo senso invito a leggere il libro di Claudio Cerasa (Ho visto l’uomo nero) esclusivamente dedicato a Rignano. Se io fossi uno di quei genitori, per il bene di mio figlio, mi rinchiuderei nel silenzio anonimo di una sana normalità.

Anche su Don Gelmini si è alzata una cortina di ferro in sua difesa, sia da parte del clero che della politica e finora soltanto Vania Gaito in “Viaggio nel silenzio” ha portato avanti un'indagine documentata sui suoi trascorsi. Perchè vige ancora un così forte senso di omertà? I due casi citati, Rignano Flaminio e Don Gelmini, sono effettivamente due vicende che pur avendo avuto una eco nazionale vasta e durevole, mancano in Olocausto bianco. Non è una svista, ma una scelta consapevole, perché il libro è nato con la precisa intenzione di riempire un vuoto informativo sulla pedofilia. E l’obiettivo è stato raggiunto. Il lettore che cerca sensazionalismi, colpi di scena su fatti che coinvolgono personaggi di spicco, in Olocausto bianco troverà molto di più. Perché arriverà a diffidare o ad interrogarsi sul comportamento del marito, dell’appassionato di viaggi in Estremo Oriente che conosce (o crede di conoscere) da una vita, del fidanzato, del datore di lavoro, dell’insegnante del figlio, del commesso esperto di computer, del sacerdote al quale ha affidato la figlia o il figlio per la preparazione alla Comunione o per il campeggio estivo.

Parliamo di pedopornografia. La maggior parte dei server sono negli Stati Uniti e la mancanza di accordi internazionali non consente un controllo reale sullo scaricamento di materiale illecito. Dietro a tutto questo si nasconde, come sempre, il profitto. Quanto incidono i guadagni delle banche derivanti dalla pornografia sulla mancanza di accordi multilaterali? E chi può dirlo? Come si fa a stabilire che tot milioni di euro derivano dai proventi del mercato pedopornografico? O della prostituzione minorile? O di altri traffici illeciti come armi, droga? Il denaro è sporco, ma le banche sono luoghi asettici: pecunia non olet.

Qual è stato l’incontro più sconvolgente che ricordi durante la stesura del libro? È stato l'incontro con una fotografia. Quella di una bambina di due anni. Non la descrivo, mi limito a dire che il carabiniere che me l’ha mostrata (uno che ha fatto la guerra in Libano, descritta, tanto per capirci, in Insciallah di Oriana Fallaci, che conobbe durante la missione) mi ha riferito di non avere mai visto una cosa più orribile. Perché è vero che una fotografia è un istante materializzato. Ma la realtà che descrive ha un prima e un dopo reali.

Tratto Blogosfere.it – 05/08/2008

sabato 28 giugno 2008

La società del sapere


In anteprima la copertina dell'ultimo libro di Ferruccio Pinotti,

il romanzo - inchiesta LA SOCIETA' DEL SAPERE (Rizzoli)

in tutte le librerie a partire dal 2 luglio !


giovedì 26 giugno 2008

Caso Orlandi, parla Ferruccio Pinotti: Carlo Calvi come la Minardi e la tomba "vuota" di De Pedis

Perchè Sabrina Minardi ha deciso di parlare 25 anni dopo la scomparsa di Emanuela Orlandi, a due anni dalla morte di monsignor Marcinkus? Ed è plausibile che la riesumazione del corpo di Enrico Renatino De Pedis porti alla luce il corpo della ragazza? Ne abbiamo parlato insieme a Ferruccio Pinotti, giornalista e autore di grandi inchieste, dalla massoneria all'Opus Dei.

In Poteri forti parli dell'incontro con il figlio di Roberto Calvi, Carlo, in Canada. E' convinto ci sia una relazione tra la finanza vaticana e il rapimento di Emanuela Orlandi? Sì. Carlo Calvi è impegnato da anni nella ricostruzione della vicenda legata alla morte del padre e del Banco Ambrosiano, al punto da convolgere anche l'agenzia investigativa Kroll Associated. La sua conoscenza dei fatti è molto approfondita e ha sempre dichiarato che le vicende oscure della finanza vaticana sono profondamente collegate alla scomparsa di Emanuela Orlandi. Il rapimento infatti era un segnale che intimava ad alcune persone di non rivelare fatti troppo scandalosi.

Quali? I rapporti oscuri tra Santa Sede e Banco Ambrosiano. La finanza vaticana infatti, attraverso una propaggine di reti finanziarie e in condizioni di massima riservatezza, era coinvolta in operazioni di riciclaggio. Parliamo di Ior, di Cisalpine Overseas Bank (a sua volta partecipata dallo Ior) e di Banca del Gottardo, che effettuavano riciclaggio di denaro sporco per conto di terzi. Sono inquetanti le rivelazioni intorno alla relazione tra Ior e la banda della Magliana, visto che il processo d'appello sul caso Calvi sarà in autunno.

sabrina%20minardi.jpg

Torniamo al caso di Emanuela Orlandi. Ci sono molti punti oscuri nei rapporti fra Ior, Banco Ambrosiano e banda della Magliana e sono altrettante le coincidenze. Ad esempio la sepoltura di Renatino De Pedis nella Basilica di Sant'Apolinnare a Roma. Sì, è un fatto inquietante. Neanche una persona normale(De Pedis è stato sepolto nel 1990, ndr). potrebbe essere sepolta sotto il patrocinio dell'Opus Dei, figuriamoci De Pedis che si è macchiato di reati gravissimi. Ma non credo che l'Opus Dei abbia qualche responsabilità a riguardo, perchè la basilica è passata in loro proprietà nel 1992

Credi che siano attendibili le rivelazioni di Sabrina Minardi (nella foto con l'ex marito Bruno Giordano)? Sono plausibili, ma sono necessari i riscontri di inquirenti e magistrati. Certo, ci sono anche le contraddizioni sul caso Nicitra e alcune discrepanze temporali dovute al lasso di tempo trascorso. Ma anche secondo Carlo Calvi il rapimento della Orlandi non ha altre spiegazioni. La Minardi ha costruito un quadro coerente.

Perché la Minardi ha parlato solo adesso? Difficile dirlo. Alcuni testimoni coinvolti in inchieste parlano soltanto a distanza di molti anni, quando si sono spenti i compagni. Gli inquirenti hanno mantenuto un faro acceso ed è possibile che ora riaprano il caso.

Secondo la Minardi, Enrico De Pedis sarebbe stato a cena da Andreotti almeno un paio di volte, ma il senatore a vita ha smentito. Chi sono oggi i politici in grado di contribuire al caso di Emanuela Orlandi? Giulio Andreotti è l'uomo che conosce più a fondo le vicende. Cossiga, in Fratelli d'Italia, lo aveva chiamato il Segretario di Stato vaticano, l'Eminenza grigia della politica italiana. Se volesse potrebbe dare un contributo importante.

depedis.jpg

E Cossiga? Certo, anche lui.

Pensi che la riesumazione del corpo di De Pedis sia possibile? Sì, ma non è la priorità. Bisogna continuare ad approfondire i rapporti tra finanza vaticana e Ambrosiano, studiare le carte processuali e sentire i testimoni ancora in vita. Magistrati coraggiosi e impegnati potrebbero ancora scoprire la verità.

E' possibile trovare il corpo di Emanuela Orlandi nella tomba di De Pedis? Mi sembra un'ipotesi romanzesca. Credo invece che il cadavere sia stato gettato nella betoniera di Torvaianica.

A cosa servirebbe allora la riesumazione del corpo? Si tratta di un atto dovuto, di una forma tecnica necessaria alle indagini. Forse è necessario per rivalutare alcuni aspetti relativi alla morte di De Pedis. Ma oggi è molto più interessante approfondire quello che Sabrina Minardi ha da dire.

Anche se il Vaticano smentisce. E' naturale che sia infastidito e che abbia dichiarato la totale estraneità di Marcinkus. Ma che abbia reagito è un segnale forte. La Santa Sede, che di solito è impassibile, si è scomposta di fronte a una supertestimone. Il capitolo oscuro della scomparsa di Emanuela Orlandi è il nervo scoperto della finanza vaticana.

Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff

giovedì 1 maggio 2008

Olocausto Bianco

di Ferruccio Pinotti,
in collaborazione con Carlotta Zavattiero
BUR Futuropassato - Rizzoli

Difficile da accettare, ma la pedofilia in Italia esiste, e non è affare di pochi. Sono spesso uomini di buona cultura, a volte perfino affermati professionisti, a vivere in segreto la loro inconfessabile, cupa perversione, mentre molti bambini, nel nostro Paese e nelle mete tradizionali del turismo sessuale, continuano a pagarne l'altissimo prezzo. Tra vite distrutte, giri illegali e coperture potenti, questo fenomeno, scaturito dalle parti più oscure e remote della psiche umana, si rivela anche e sopratutto una terribile piaga sociale, un business che muove molti soldi, un delicato nodo giuridico e un problema politico.

Ferruccio Pinotti si addentra in questo groviglio con gli strumenti che abbiamo imparato a vedergli utilizzare: quelli del giornalismo, dei dati, dell'inchiesta, delle interviste, dei documenti e delle carte processuali. Così, attraverso la ricostruzione di casi di cronaca eclatanti e le testimonianze di ex vittime, di abusanti, di giudici e psicologi, si disegna il puzzle complesso di un problema che è bene conoscere. Anche per provare a fermalo.

In tutte le librerie a partire dal 28 Maggio

lunedì 28 aprile 2008

Solidarietà al dott. Nicola Gratteri

Grande preoccupazione alla notizia della microspia trovata a palazzo di giustizia di Reggio Calabria, all'interno di un ufficio utilizzato dal dott. Nicola Gratteri (nella foto). Si tratta di un avvenimento gravissimo che avalla una volta di più come l'Italia sia un Paese a democrazia bloccata.
Una democrazia bloccata da un sistema di poteri che mira a destabilizzare l'equilibrio interno al fine di agevolare la criminalità organizzata.
Fino a quando i veleni del passato si ripeteranno, saremo destinati a rivivere quanto vissuto da uomini come Falcone e Borsellino nella totale impunità.
Siamo di fronte alla spudorata manifestazione di forza di un potere che si serve di quei servizi segreti che “deviati” non sono?

Chi mette una microspia per carpire i segreti su indagini delicatissime non è solamente un soldato della 'Ndrangheta. Si infiltra nella 'Ndrangheta, nella Cosa Nostra, tratta con le istituzioni. Le istituzioni, i servizi segreti, si infiltrano e si fanno infiltrare.
Il ritrovamento di questa microspia può esserne la prova tangibile. A chi premeva conoscere in anticipo le indagini relative alla compravendita dei voti all'estero che hanno visto il coinvolgimento del sen. Dell'Utri e le altre indagini che sta conducendo il dottor Gratteri? Stesso discorso per le indagini sul sen. De Gregorio, così come quelle sulla strage di Duisburg e quant'altro. Altre menti interessate al di là della 'Ndrangheta.
Di fronte ad un simile scenario non c'è alcuna speranza di via di uscita per la nostra democrazia fino a quando non si farà luce su questi “ibridi connubi” di poteri. Fino a quando le istituzioni saranno infettate da questo cancro non ci sarà possibilità di vittoria. Tutta la nostra solidarietà e sostegno al dott. Nicola Gratteri e a chi come lui si batte contro questo “sistema” con l'auspicio di poter proseguire nel suo lavoro per il futuro della nostra democrazia.

Comunicato stampa Redazione di AntimafiaDuemila

Tutto lo staff del sito di Ferruccio Pinotti esprime la più convinta solidarietà al dott. Nicola Gratteri, augurandosi che venga presto fatta chiarezza su questo gravissimo attentato all'autonomia e all'indipendenza di questo valoroso Magistrato.

martedì 22 aprile 2008

Giornalismo di inchiesta e poteri forti

Una interessante e seguitissima lezione di giornalismo investigativo all’Università di Verona. L’ha svolta il 18 aprile scorso, davanti ad una attenta platea di circa 200 persone, il cronista d’inchiesta Ferruccio Pinotti, ospite del corso di storia contemporanea tenuto all’ateneo scaligero dal professor Emilio Franzina. Presente anche Michelangelo Bellinetti, giornalista e docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi. La conferenza, intitolata “Poteri forti”, è stata organizzata dal gruppo studentesco “Legalità e Giustizia”. Il giornalista Pinotti è intervenuto, in particolare, su realtà come massoneria ed Opus Dei, argomenti oggetto dei suoi recenti libri editi dalla Bur: “Poteri forti”, “Opus Dei segreta” e “Fratelli d’Italia”, tutti volumi di successo.

In un momento nel quale, purtroppo, le inchieste sembrano non appartenere più ai giornali e alle televisioni, Pinotti ne ha fatto dei libri per riuscire a raccontare “gli aspetti meno descritti della società italiana che costituiscono però una parte integrante della nostra storia”.

Perché esiste un’opinione pubblica che desidera essere informata anche sulle pagine oscure del Paese. I libri di Pinotti rappresentano dei “riflettori” su situazioni conosciute nella società solo superficialmente. “Sono inchieste – ha detto Bellinetti – per acquisire una dimensione di consapevolezza civile”. “Pinotti fa una meritoria attività di indagine e di analisi” ha sottolineato Franzina. “Questa conferenza – ha spiegato Matteo Trebeschi di Legalità e Giustizia – è organizzata come spazio di riflessione perché l’università non può essere solo spazio di attività di ricerca e di didattica ma deve essere realista, deve porre dei problemi”.

La relazione di Pinotti ha preso avvio dalla vicenda “Roberto Calvi-Banco Ambrosiano”, un capitolo cruciale della storia economica e finanziaria italiana. “Attraverso questa vicenda si comprendono dinamiche che sono centrali a partire dagli anni Sessanta ad oggi” ha affermato Pinotti tratteggiando la formazione di blocchi di potere tra finanza privata, banche, finanza vaticana ed editoria.

“Calvi entra nella P2 e si viene a creare per la prima volta nella storia italiana un’alleanza malata tra la grande finanza, l’editoria e poteri occulti come la P2” ha dichiarato.

Il cronista ha ricordato come negli anni Settanta si verificò una saldatura tra parti di massoneria deviata ed ambienti mafiosi. “E’ in quegli anni – ha sostenuto Pinotti – che si vengono a creare una serie di situazioni che ci ritroviamo ancora oggi”.

“In Italia – ha proseguito Ferruccio Pinotti – il sistema sperimentato con la vicenda dell’Ambrosiano non solo non è stato estirpato ma è continuato e peggiorato addirittura in maniera ancora più profonda. Con la vicenda Parmalat – ha infatti spiegato – si realizza una truffa a danno dei cittadini e dei piccoli azionisti con il consenso delle banche attraverso il famoso meccanismo dell’emissione dei bond”.

Pinotti ha poi sostenuto: “Anche Berlusconi, come prima di lui Calvi e Sindona, mette in atto un sistema in cui si fonde assieme finanza, poteri oscuri come la massoneria, l’Opus Dei e ambienti vaticani”. Il giornalista ha inoltre affrontato la questione delle logge coperte: “La massoneria accanto alle sue articolazioni ufficiali continua ad avere le sue logge segrete che raggruppano grossi personaggi; molto spesso, per ragioni di riservatezza, queste logge vengono costituite all’estero in modo che per un magistrato diventa molto più difficile impossessarsi delle liste degli appartenenti”.

Si entra nella massoneria per ottenere potere, aiuto reciproco, appoggi, favori e per bypassare le leggi del mercato. “La massoneria italiana, purtroppo, rispecchia e amplifica – ha detto Pinotti – la cultura civica italiana tendente alla compromissione, all’aiuto quando non addirittura alla solidarietà di tipo mafioso”.

Il cronista ha illustrato il metodo dell’inchiesta giornalistica che richiede la verifica, su fonti documentali, delle informazioni raccolte: “L’inchiesta segue per alcuni versi il criterio della ricerca storica, quindi l’analisi attenta e non pregiudiziale di situazioni ed eventi; si avvale poi moltissimo di atti giudiziari e di interviste ai protagonisti”. “Si costruisce così un quadro che offre ai lettori elementi il più possibile imparziali, oggettivi, e fatti precisi, processualmente accertati in più sentenze e gradi di giudizio” ha concluso Pinotti.

di Marco Scipolo, giornalista pubblicista, laureato in scienze della comunicazione, collabora al quotidiano L'Arena dal 1992